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È quanto ha deciso la Suprema Corte nel caso di una madre collocataria dei figli minori, che, sebbene il loro manifesto eccessivo disagio, li obbligava alla presenza quotidiana nella loro vita del suo nuovo compagno. Ed infatti, secondo la Cassazione la decisione del Tribunale di collocare i figli presso il padre, assunta a seguito della CTU e, successivamente confermata anche dalla Corte di Appello, era motivata dal fatto che i Minori avevano manifestato un notevole disagio per il comportamento della madre. La signora, infatti, da quanto raccontato dagli stessi ragazzi, presentava una esagerata inclinazione a “coinvolgere nella loro vita il suo nuovo compagno”. Secondo gli esperti tale condotta nuoceva molto al bisogno dei figli di “elaborare il cambiamento nei tempi dovuti”. La Cassazione pertanto, con la decisione in esame, ha confermato la scelta dei giudici di merito di mantenere collocati i Minori presso la residenza paterna, atteso che in tali casi bisogna perseguire sempre ed in maniera primaria l’interesse morale e materiale della prole.

Scarica la sentenza n. 11448/2017 della Corte Suprema di Cassazione, Sezione I Civile

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